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Esperienze vicine alla morte, una potenziale strategia di sopravvivenza?

Esperienze vicine alla morte dell'essere umano ricondotte a meccanismi evoluzionistici in studio innovativo

Esperienze vicine alla morte come meccanismo di sopravvivenza?
Esperienze vicine alla morte come meccanismo di sopravvivenza?

Esperienze vicine alla morte, una potenziale strategia di sopravvivenza?

Un'indagine pionieristica, pubblicata sulla rivista Brain Communications e condotta congiuntamente dall'Università di Copenaghen (Danimarca) e dall'Università di Lovanio (Belgio), ha proposto una base filogenetica per le esperienze di pre-morte (NDE) negli esseri umani. Lo studio, con il DOI 10.1093/braincomms/fcab132, esamina l'ipotesi che la tanatosi, un meccanismo di difesa estremo negli animali, sia l'origine evoluzionistica delle NDE.

La tanatosi, nota anche come finzione della morte o immobilità tonica, è una strategia di sopravvivenza osservata in diversi animali, compresi gli esseri umani. Lo studio suggerisce che l'acquisizione del linguaggio negli esseri umani possa aver trasformato la finzione della morte sotto gli attacchi dei predatori nelle ricche percezioni delle esperienze di pre-morte.

Secondo lo studio, gli esseri umani sotto attacco da predatori, predatori umani o moderni come le auto negli incidenti stradali possono sperimentare sia la tanatosi che le esperienze di pre-morte. I risultati dello studio indicano che la tanatosi e le esperienze di pre-morte si sovrappongono nella fenomenologia e negli effetti.

Lo studio è il primo a proporre una base filogenetica per le esperienze di pre-morte. Daniel Kondziella, co-autore dello studio, sottolinea l'importanza di questa scoperta, dicendo: "Questo studio apre una nuova strada per capire le origini e la natura delle esperienze di pre-morte".

Steven Laureys, un altro co-autore, suggerisce che le esperienze di pre-morte potrebbero avere un vantaggio per la sopravvivenza. Egli spiega: "I nostri risultati suggeriscono che le esperienze di pre-morte potrebbero aver giocato un ruolo nell'evoluzione, fornendo un mezzo per l'individuo per disimpegnarsi da una situazione di vita minacciata e conservare l'energia, mentre potrebbe anche offrire un reset psicologico per il cervello".

Le esperienze di pre-morte sono note in diverse epoche, culture e luoghi geografici, aggiungendo al fascino che circonda le loro origini e natura. Tuttavia, non ci sono informazioni specifiche nei risultati della ricerca su uno studio che abbia investigato l'origine evoluzionistica delle esperienze di pre-morte negli esseri umani o chi lo abbia condotto.

Gli autori dello studio propongono che l'acquisizione del linguaggio abbia permesso agli esseri umani di trasformare la finzione della morte sotto gli attacchi dei predatori nelle ricche percezioni che formano le esperienze di pre-morte e si estendono a situazioni non predatorie. Questo studio fornisce un'

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