Espande la popolazione delle famiglie monoparentali in Corea del Sud a oltre 10 milioni
In un articolo rivelatore pubblicato dal The Korea Herald, parte della Asia News Network, la giornalista Jung Jung-joo esplora la crescente tendenza delle famiglie monopersonali in Corea del Sud. L'articolo, contrassegnato sotto Corea del Sud, famiglia e vita, getta luce su questo significativo cambiamento sociale alimentato da vari fattori.
Secondo i dati dell'ISTAT, il numero di famiglie monopersonali ha registrato una rapida crescita negli ultimi anni. Questo cambiamento è stato particolarmente pronunciato in Asia orientale, dove la proporzione di famiglie monopersonali è aumentata significativamente tra il 2020 e il 2024. In Corea del Sud, questa tendenza è stata riflessa nella popolazione registrata, che è passata da 51,8 milioni nel 2020 a 51,2 milioni entro il 31 dicembre 2024.
L'articolo evidenzia che tradizionalmente, lasciare la casa dei propri genitori era strettamente legato al matrimonio e alla formazione di una famiglia. Tuttavia, questa percezione è cambiata negli ultimi anni, con un numero crescente di giovani coreani che rimandano il matrimonio e scelgono di vivere da soli. Di conseguenza, 3,2 milioni di famiglie monopersonali in Corea del Sud sono occupate da persone tra i 20 e i 30 anni, mentre 3,81 milioni sono occupate da coloro che hanno 60 anni o più.
Il numero di anziani che vivono da soli in Corea è aumentato costantemente dal 2015, con un aumento del 37,8% delle famiglie monopersonali tra gli anziani dal 2023. Su 5,65 milioni di famiglie con membri della famiglia di età pari o superiore a 65 anni nel 2024, 2,13 milioni erano anziani che vivevano da soli.
Jung sottolinea anche che, con l'aumento dei costi della vita e il calo delle nascite, questi schemi familiari sono destinati a rimanere la norma nella società coreana. Tuttavia, avverte che vivere da soli aumenta il rischio di solitudine, depressione e isolamento. Le politiche di salute pubblica, suggerisce, devono espandersi oltre i sistemi di supporto familiari per includere programmi di salute mentale e comunitari su misura per le famiglie monopersonali, gli anziani e i giovani.
Il professor Jung Jae-hoon del dipartimento di Servizio Sociale dell'Università delle Donne di Seoul condivide questa preoccupazione, affermando che l'aumento delle famiglie monopersonali riflette lo status della Corea come società ultra-anziana e la riluttanza di molti giovani a trasferirsi a causa dei costi elevati della vita. Senza reti di supporto mentale più forti e sociali, i problemi del vivere da soli potrebbero aggravarsi man mano che la tendenza continua ad aumentare.
Interessantemente, molti giovani coreani tra i 20 e i 30 anni ora vedono il trasferimento come un passo verso l'indipendenza personale piuttosto che la preparazione al matrimonio. Questo cambiamento nella percezione potrebbe avere implicazioni a lungo termine per la società coreana, man mano che la tendenza verso le famiglie monopersonali continua ad aumentare.
L'articolo si conclude sottolineando che, sebbene l'aumento delle famiglie monopersonali offra opportunità per la crescita personale e l'indipendenza, presenta anche sfide che devono essere affrontate attraverso politiche pubbliche e supporto comunitario olistici.
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