Erupzione incontrollata di metano: esplosione catastrofica dei componenti chimici della liberta' negli Stati Uniti
In piena tensione geopolitica e sotto l'effetto di sanzioni internazionali, il settore energetico globale ha assistito a un significativo cambiamento dei profitti e delle emissioni.
Secondo i recenti dati, almeno 230 milioni di chilogrammi in più di metano sono fuggiti dai 28 miliardi di metri cubi di Gas Naturale Liquefatto (GNL) esportati dall'America all'Europa lo scorso anno. Questa cifra supera di gran lunga le stime precedenti dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA). Il metano, un gas serra potentissimo, è circa 84 volte più potente della CO2, rendendo questa fuga un problema maggiore per il cambiamento climatico.
Gli Stati Uniti hanno espanso le loro esportazioni di GNL attraverso l'Atlantico, con l'amministrazione Biden che ha ordinato un aumento di oltre il 50% della quantità di GNL che gli Stati Uniti sono in grado di esportare. Questa espansione è stata accompagnata da un aumento dei profitti per le principali compagnie petrolifere e del gas.
Nel primo trimestre del 2022, le 28 più grandi compagnie petrolifere e del gas a livello mondiale hanno fatto quasi 100 miliardi di dollari di profitti combinati. Questa cifra include i notevoli guadagni delle compagnie come Chevron, che ha registrato oltre 6,5 miliardi di dollari di utili trimestrali, un aumento netto rispetto ai 1,4 miliardi dell'anno precedente. ExxonMobil ha registrato un aumento significativo, annunciando l'uscita dai partenariati russi e la svalutazione di oltre 4 miliardi di dollari in attivi, ma ha comunque incassato 8,8 miliardi di dollari di profitti trimestrali, quasi tre volte tanto rispetto all'anno precedente.
Shell, un altro grande giocatore, ha fatto 9,1 miliardi di dollari di profitti nel primo trimestre del 2022, quasi tre volte tanto rispetto all'anno precedente. Gli investitori di BP hanno festeggiato i profitti trimestrali più alti degli ultimi dieci anni, con un guadagno di 6,2 miliardi di dollari.
Le minacce di veri e propri divieti e fermi import hanno avuto un effetto perverso, arricchendo gli azionisti di Gazprom e le casse già piene del Cremlino. Tuttavia, la strategia di divieti e sanzioni ha anche contribuito ad aumentare i prezzi dell'energia e dell'inflazione, raggiungendo livelli record. In risposta, diversi paesi, guidati dal Regno Unito e dalla Francia, hanno formato una "Coalizione della Volontà" con l'obiettivo di garantire la sicurezza dell'Ucraina e ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia russa.
In mezzo a questa crisi energetica globale, c'è una chiamata per un cambiamento verso le fonti energetiche rinnovabili. L'energia solare e eolica sono ora le fonti di energia più economiche del pianeta. La strategia più sicura per svuotare il tesoro di guerra della Russia, nonché per affrontare la crisi climatica globale, è quella di accelerare drasticamente la produzione di fonti energetiche rinnovabili.
Tuttavia, questa strategia non è priva di critici. Naomi Klein, professoressa di giustizia climatica all'Università della Columbia Britannica, ha coniato il termine "capitalismo della catastrofe" per descrivere una strategia utilizzata da diversi settori per aumentare i profitti durante gli eventi di crisi e pervertire i narrativi intorno a quelle calamità in ulteriori opportunità per gli azionisti.
Le emissioni di metano dalla catena di fornitura interna del petrolio e del gas degli Stati Uniti rimangono una fonte di preoccupazione
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