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È innato negli esseri umani l'egoismo, o ci sono fattori che ci spingono a collaborare?

Dinamiche competitive tra collaboratori: Esplorare la base evolutiva del comportamento umano per capire perché siamo geneticamente predisposti a cooperare e competere simultaneamente

La natura umana: Siamo istintivamente egoisti o c'è un motivo segreto dietro la nostra...
La natura umana: Siamo istintivamente egoisti o c'è un motivo segreto dietro la nostra collaborazione?

È innato negli esseri umani l'egoismo, o ci sono fattori che ci spingono a collaborare?

Nell'intricata trama della società umana, cooperazione e competizione tessono una storia affascinante. Questo articolo esplora l'interazione tra questi due istinti umani fondamentali, attingendo a intuizioni dalle diverse discipline.

Al cuore della nostra capacità di cooperare c'è la selezione dei parenti, un principio radicato nell'istinto di aiutare la famiglia. Questo istinto, pur sembrando basilare, forma la base per forme più complesse di cooperazione all'interno delle nostre società.

Tuttavia, la nostra motivazione non è puramente cooperativa o competitiva. È piuttosto un mix di entrambe, come si vede nel modo in cui le persone condividono le risorse con gli altri, ma si preoccupano profondamente di chi le riceve. I rapporti svolgono un ruolo cruciale nel determinare chi trae beneficio dalle risorse condivise.

L'ambiente sociale di una specie iper-sociale come la nostra non è solo composto da alberi, fiumi e modelli meteorologici. Siamo noi. Nelle società umane, uno dei modi principali in cui gli individui ottengono risorse dagli altri è attraverso lo status sociale.

Tuttavia, questo ambiente sociale condiviso può sometimes portare all'esploit. Capire i nostri complessi istinti sociali può aiutare a creare ambienti in cui diventa più difficile exploitare gli altri e più gratificante cooperare.

La generosità selettiva è un esempio lampante della tensione tra i nostri istinti cooperativi e competitivi. Abbiamo evoluto meccanismi per la condivisione e la collaborazione, ma questi operano all'interno di precisi confini di parentela e mutuo beneficio.

Il comportamento di altre specie getta luce su questa tensione. I chimpanzee, ad esempio, formano alleanze complesse per rovesciare i maschi dominanti, ma si rivoltano contro gli ex alleati quando il potere cambia. Analogamente, i pipistrelli vampiro condividono i pasti di sangue con i compagni affamati quando il cibo scarseggia, ma competono ferocemente per i migliori posti per dormire.

Il modello dell'homo economicus, che rappresenta gli esseri umani come attori calcolatori e interessati a massimizzare il loro guadagno personale, è stato messo in discussione dalla ricerca comportamentale. Questa ricerca dimostra che gli esseri umani agiscono anche altruisticamente, un fenomeno che è centrale alla nostra capacità di assorbire conoscenze culturali dal nostro gruppo sociale e utilizzarle per sopravvivere alle condizioni locali, una caratteristica nota come acculturazione.

Il libro "Rivale invisibile", pubblicato nel 2025, si addentra in questa intricata interazione tra cooperazione e competizione umana, attingendo a discipline multiple come la biologia e l'antropologia.

In alcune società, questo delicato equilibrio viene disturbato. Ad esempio, in 11 su 15 società di cacciatori-raccoglitori che John Moore ha esaminato, gli uomini anziani hanno sistematicamente exploitato le donne e i membri del gruppo più giovani.

Lo sviluppo degli attrezzi in pietra ha creato un campo di gioco più livellato, spingendo gli esseri umani antichi verso relazioni sociali più equi e cooperative. Questo cambiamento, insieme alla selezione contro l'aggressività reattiva mentre le società diventavano più complesse, ha aperto la strada allo sviluppo delle civiltà umane.

Strategie come il "dare e avere", in cui si inizia cooperando e si copiano le azioni dell'altro a ogni turno successivo, sono sorprendentemente efficaci in situazioni di cooperazione. L'obiettivo è quello di progettare società e istituzioni che premi i nostri istinti cooperativi mentre rendono l'exploit costoso.

George Price, un biologo matematico, ha esemplificato questo approccio disinteressato. Conosciuto per il suo lavoro pionieristico sull'altruismo nei sistemi biologici, Price ha dato via le sue proprietà e si è unito ai senza tetto che aiutava prima di togliersi la vita nel 1975.

Despite our self-interest, humans sometimes act against it, giving to charity, paying taxes, and following rules even when no one is watching. This altruistic behaviour, while complex, is a testament to the resilience and adaptability of our social instincts.

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