Dichiarazione dei donatori sullo El Fasher, Sudan, circostanze di 30 contributori
Nella regione martoriata del Darfur, nel Sudan, si sta verificando una crisi umanitaria senza precedenti. Centinaia di migliaia di civili sono intrappolati a El Fasher, nel Darfur settentrionale, a causa dei combattimenti in corso tra le Forze di Supporto Rapido (RSF) e la mancanza di rotte commerciali o linee di rifornimento operative.
L'Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale ha dichiarato che ci sono motivi ragionevoli per credere che crimini di guerra e crimini contro l'umanità siano stati commessi e continuino a essere commessi nel Darfur. Nel aprile 2025, la RSF è stata apparentemente responsabile di gravi e ripetute violazioni del diritto umanitario internazionale nel campo profughi di Zamzam, dove si dice che oltre 1.500 civili siano stati uccisi.
La carestia è stata confermata nei campi per persone sfollate interne (IDP) vicino a El Fasher nel agosto 2024 e da allora si è diffusa. Più di 60 persone sono state apparentemente uccise dalla malnutrizione nell'ultima settimana. I casi di colera in aumento aggravano i peggiori effetti della malnutrizione, mettendo ulteriormente a rischio le vite di coloro che sono intrappolati nella zona di conflitto.
Le cucine comunitarie, che alimentano i civili in tutto il paese, hanno dovuto chiudere a causa della scarsità di cibo. Il prezzo delle derrate alimentari sta aumentando, lasciando le famiglie incapaci di acquistare anche i beni di base quando sono disponibili. Le organizzazioni umanitarie non sono state in grado di consegnare aiuti vitali ai civili intrappolati da più di un anno.
La comunità internazionale sta prendendo nota. Paesi come Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Irlanda, Giappone, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Regno Unito, tra gli altri, sono coinvolti nella situazione del Darfur.
Le figure di spicco di questi paesi sono attivamente impegnate. Åsmund Aukrust, il Ministro dello Sviluppo Internazionale della Norvegia, Jose Manuel Albares Bueno, il Ministro degli Affari Esteri della Spagna, Randeep Sarai, il Segretario di Stato (Sviluppo Internazionale) del Canada, Elsebeth Søndergaard Krone, il Segretario di Stato per lo Sviluppo al Ministero degli Affari Esteri della Danimarca e Diana Janse, il Segretario di Stato per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale della Svezia, sono tra coloro che lavorano per affrontare la crisi.
Dominik Stillhart, il Responsabile dell'Aiuto Umanitario Svizzero e Vice Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo Svizzera, e Hadja Lahbib, l'organizzatore per l'uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi, stanno giocando ruoli cruciali nella risposta umanitaria. Mariin Ratnik, il Sottosegretario per gli Affari Economici e dello Sviluppo dell'Estonia, è anch'esso attivamente coinvolto.
Tuttavia, i risultati delle ricerche non forniscono informazioni su quali stati menzionati nella dichiarazione non abbiano ancora preso misure concrete per garantire l'accesso umanitario incondizionato e la protezione dei civili a El Fasher come richiesto nella Risoluzione 2736 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Si dice che i civili a El Fasher stiano siendo uccisi mentre cercano di lasciare la città. L'attacco recente al campo profughi di Abu Shouk ha ucciso almeno 40 civili secondo fonti locali. La comunità internazionale deve continuare a lavorare insieme per garantire la sicurezza e il benessere di coloro che sono colpiti da questa crisi.
Leggi anche:
- Secondo Sanaullah, un funzionario della Commissione Elettorale, le persone con disabilità possono votare nelle prossime elezioni.
- Trump condivide con il podcast 'Pod Force One' che ha spinto l'UE ad abbandonare le 'turbine eoliche visivamente sgradevoli'; considera l'iniziativa una 'truffa'
- Il Regent Hotel di Hong Kong è in cima alla lista dei migliori marchi di Virtuoso
- Giorgia Meloni rafforza la sua influenza nell'UE dopo il trionfo alle elezioni europee in Italia