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Detezione estesa dei tipi di cellule T sensibili al coronavirus mediante una nuova tecnologia

I ricercatori hanno creato una tecnologia innovativa per identificare diverse cellule T in grado di rilevare i coronavirus, comprese le sottostrati di SARS-CoV-2

Tecnologia avanzata individua un'ampia gamma di cellule T che reagiscono ai virus COVID-19
Tecnologia avanzata individua un'ampia gamma di cellule T che reagiscono ai virus COVID-19

Detezione estesa dei tipi di cellule T sensibili al coronavirus mediante una nuova tecnologia

In una svolta innovativa, i ricercatori hanno presentato una nuova tecnologia chiamata "spheromers" per rilevare un'ampia gamma di T cells che riconoscono i coronavirus, inclusi SARS-CoV-2. L'articolo di ricerca, intitolato "DOI: 10.1126/sciimmunol.abg5669", pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Immunology, presenta questo nuovo approccio.

I spheromers sono progettati per attrarre le T cells verso complessi multimerizzati di antigeni legati a complessi maggiori di istocompatibilità (MHC). Ogni complesso presenta 12 copie di un complesso peptide-MHC, rendendoli più efficienti nella colorazione di T cells specifiche e nella captazione di un più ampio repertorio di recettori T cells (TCR) rispetto ai tradizionali antigeni tetrameri legati a MHC.

Questa nuova tecnologia offre numerosi vantaggi. In primo luogo, i spheromers sono facili da produrre e sono compatibili con le MHC e i componenti dei tetrameri attualmente disponibili, facilitandone l'adozione. Inoltre, le T cells ad ampia affinità mostrate dai spheromers sono una caratteristica desiderabile, poiché presentano un fenotipo "memoria", una caratteristica altamente ricercata tra le T cells targetizzate dai vaccini.

Lo studio rivela inoltre che le T cells in grado di riconoscere i peptidi conservati in tutti i coronavirus sono più numerose nei pazienti COVID-19 con forme lievi rispetto a quelli con forme più gravi. Ciò suggerisce che queste T cells ad ampia affinità potrebbero svolgere un ruolo protettivo nella risposta immunitaria contro il virus.

La capacità di distinguere le T cells in base alla loro affinità per SARS-CoV-2 potrebbe aiutare i ricercatori a comprendere la disparità dei risultati di COVID-19 e a determinare quali pazienti COVID-19 svilupperanno o meno una risposta immunitaria efficace contro il virus. Tuttavia, i prossimi passi richiederanno l'ottimizzazione della tecnologia dei spheromers per includere più proteine MHC.

Questo progresso nella tecnologia di rilevamento delle T cells offre prospettive promettenti per la comprensione e il contrasto dei coronavirus, inclusi SARS-CoV-2. Man mano che la ricerca prosegue, possiamo aspettarci ulteriori sviluppi nella nostra capacità di sfruttare il potere delle T cells nella lotta contro questi virus.

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