Contrariamente a quanto si pensa, l'Amazzonia non è incontaminata, ma possibilmente ospita oltre 10.000 strutture fatte dall'uomo.
In una sconvolgente rivelazione, uno studio innovativo pubblicato sulla rivista Science ha portato alla luce una vasta rete di opere preistoriche nascoste nella foresta pluviale amazzonica. Guidati da archeologi dell'Università di Exeter, il team di ricerca ha utilizzato la tecnologia LIDAR per creare modelli 3D dettagliati del terreno, rivelando oltre 10.000 a 24.000 strutture antiche che risalgono a migliaia di anni fa.
Queste opere, che includono villaggi, siti cerimoniali, trincee difensive e strutture megalitiche, sono state scoperte nel 2023. La più alta densità di queste opere si trova fuori dalle aree protette e nelle regioni con i tassi di deforestazione più elevati.
Lo studio, condotto da un team di 230 ricercatori di 156 istituzioni in 24 paesi, ha scannerizzato oltre 5.000 chilometri quadrati di dati LIDAR. Nelle Llanos de Moxos, hanno scoperto che i misteriosi tumuli noti come "isole forestali" sono insediamenti antichi che risalgono a più di 10.000 anni fa.
Una delle scoperte più significative è stata nell'Upano Valley, dove gli archeologi hanno scoperto un sistema urbano che risale al 500 a.C., completo di più di 6.000 piattaforme, piazze e strade.
Il team ha rimosso digitalmente la vegetazione dai modelli 3D per indagare il terreno sotto la foresta. Alcune specie di alberi, inclusi i palmi, si raggruppano intorno ai siti archeologici, suggerendo che la foresta ancora porta le impronte dell'attività umana antica.
Lo studio suggerisce che la foresta pluviale amazzonica potrebbe non essere così incontaminata come si credeva in passato, in quanto contiene un numero significativo di siti di occupazione umana precolombiani ancora ignoti alla comunità scientifica. La deforestazione ha rimosso quasi il 20% della vegetazione naturale dell'Amazzonia, suggerendo che il LIDAR potrebbe rivelare molte altre scoperte nella restante parte dell'80% della bacino.
I ricercatori chiedono una migliore protezione dell'Amazzonia non solo per il suo valore ambientale, ma anche per il suo valore archeologico, sociale e bioculturale. La grande domanda ora è se la conoscenza di queste città nascoste e siti sacri nell'Amazzonia verrà utilizzata per proteggerli o se verranno persi a causa della deforestazione per il bestiame, il soia e l'estrazione del legname.
Gli indigeni dell'Amazzonia continuano a lottare. I ricercatori prevedono che tra 10.000 e 24.000 opere antiche sono ancora da scoprire, in base alla densità osservata nei dati LIDAR. Lo studio ha trovato 24 opere non segnalate nel sud, sud-ovest, centro e nord dell'Amazzonia, indicando che c'è ancora molto da imparare sulle antiche civiltà che un tempo prosperavano in questa vasta foresta pluviale.
I ricercatori hanno indagato solo lo 0,08% dell'Amazzonia, lasciando spazio per molte altre scoperte. Man mano che ci immergiamo nel passato, non solo scopriamo la ricca storia dell'Amazzonia, ma acquisiamo anche una comprensione più profonda delle culture indigene che hanno vissuto qui per millenni. Questa nuova conoscenza può aiutarci a proteggere e preservare meglio questo ecosistema unico e prezioso per le future generazioni.
Leggi anche:
- Miglioramento della soddisfazione dei caregiver segnalato nello studio D-CARE sui programmi di cura della demenza rispetto alle cure convenzionali
- Utilizzare correttamente gli allarmi di fumo e gas: informazioni dell'ufficio capo della DEKRA
- Il Centro di Sanità Rurale dell'Arizona riceve finanziamenti per sostenere le cure sanitarie nelle aree remote dell'Arizona
- Gli scienziati scoprono le ragioni della sua individuabilità