Comprendere l'autolesionismo digitale: uno sguardo al comportamento di autolesionismo online
Nell'era digitale, si è manifestato tra gli adolescenti un preoccupante trend - l'autolesionismo digitale. Questa forma di autolesionismo comporta il postare commenti offensivi e a volte verbalmente abusivi su di sé in forma anonima online.
Un'intervista della BBC del 2013 ha rivelato la prospettiva di un teenager su questo fenomeno. L'intervistato lo ha descritto come un modo per far combaciare le parole che sembrano scritte da qualcun altro con la realtà interiore.
La ricerca indica che circa il sei percento degli studenti ha pubblicato in forma anonima un commento offensivo su di sé. Questo comportamento, spesso guidato da sentimenti di disagio, può rinforzare il comportamento fuori controllo e peggiorare i problemi sottostanti.
La psicologa Sheryl Gonzalez-Ziegler spiega che alcuni teenager si cyberbullizzano da soli come un modo per "battere sul tempo" i compagni di classe che potrebbero averli preso in giro.
Le persone che si autolesionano senza l'intenzione di suicidarsi tendono ad essere depressive e possono avere difficoltà a regolare le proprie emozioni. Identificare tutti i sentimenti legati a determinate situazioni è importante, poiché la maggior parte dei sentimenti intensi non coinvolge un solo sentimento semplice come la rabbia o la tristezza.
Il caso di Hannah Smith, una 14enne trovata impiccata in camera sua, ha mostrato che era vittima di cyberbullismo, ma era anche lei dietro i messaggi offensivi postati su di sé. Questo tragico incidente sottolinea la necessità di una maggiore comprensione e empatia.
Riconoscere le situazioni che ci fanno sentire fuori controllo può essere utile per combattere l'autolesionismo. In caso di emergenza, chiamare il 1-800-273-TALK.
Il trattamento per l'autolesionismo può comportare la terapia cognitivo-comportamentale o la terapia comportamentale dialettica. Le abilità apprese da queste terapie includono l'identificazione dei problemi sottostanti, la regolazione delle emozioni complesse, la risoluzione dei problemi, l'aumento dell'autostima, il miglioramento delle abilità relazionali e la gestione dei livelli di stress.
Contrariamente a una comune falsa percezione, l'autolesionismo digitale è prevalentemente fatto dai maschi e è più diffuso tra i ragazzi. Non è mai un atto di dramma far sapere a qualcuno come ci si sente o chiedere ciò che si vuole. Chiedere aiuto è un modo appropriato per far sapere a qualcuno che non si sta bene, indipendentemente dalle eventuali etichette di "cercatore di attenzioni".
La psicologa Dr. Nicole Prause ha parlato su NPR dell'autolesionismo digitale, spiegando che coloro che ne sono colpiti spesso cercano di gestire le emozioni e lo stress attraverso mezzi digitali come un modo di auto-consolarsi o di far fronte alla situazione. È importante ricordare che il comportamento autolesionistico assume diverse forme nel tempo, ma il filo conduttore che le unisce tutte è il dolore emotivo.
In conclusione, l'autolesionismo digitale è un problema serio che richiede consapevolezza, comprensione e empatia. Se tu o qualcuno che conosci sta lottando, cerca aiuto e ricorda che non è un segno di debolezza, ma un passo verso la guarigione e il recupero.
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