Banca centrale in crisi: riflessione sull'aumento o sulla diminuzione dei tassi di interesse
La Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse chiave alla riunione dell'11 settembre, come previsto dai mercati e dagli economisti. Il tasso di rifinanziamento principale rimane al 2,15%, mentre il tasso di deposito si mantiene al 2,00%.
La decisione arriva mentre l'economia europea mostra segni di miglioramento. La fiducia delle imprese nell'UE è aumentata e l'accordo commerciale ha ridotto l'incertezza, che potrebbe avere un impatto positivo sull'attività economica. Inoltre, l'inflazione europea si sta stabilizzando appena sotto il 2%, vicino all'obiettivo a medio termine della BCE.
Tuttavia, ci sono ancora sfide вперед. Una vendita di bond in Francia ha portato a un aumento dei rendimenti rispetto alla Germania, indicando le preoccupazioni degli investitori sul debito del paese. Inoltre, l'instabilità politica in Francia, con il primo ministro François Bayrou previsto per dimettersi la prossima settimana, rappresenta un ostacolo.
La presidente della BCE, Christine Lagarde, segue da vicino la situazione dei mercati. Primoz Dolenc, governatore della banca centrale slovena, che partecipa alle riunioni sui tassi della BCE senza voto, ritiene che i dati dal giugno hanno più o meno soddisfatto le aspettative. Tuttavia, ha anche dichiarato che il prossimo passo per la BCE potrebbe essere un taglio o un aumento dei tassi, a seconda delle nuove proiezioni trimestrali della prossima settimana.
La membro del consiglio della BCE, Isabel Schnabel, non vede motivo per ulteriori tagli dei tassi e si aspetta che gli aumenti dei tassi inizino a livello mondiale prima del previsto. Il lituano Gediminas Simkus ha segnalato che un taglio dei tassi potrebbe essere possibile a dicembre.
La BCE tiene conto della situazione fiscale riflessa negli spread nella sua valutazione finanziaria. Le ultime proiezioni prevedono un aumento del prezzo al consumo del 2% entro il 2027, dopo essere sceso sotto l'obiettivo l'anno prossimo. Le tariffe del 15% accettate dall'UE su quasi tutte le spedizioni verso gli Stati Uniti sono leggermente più alte di quanto previsto dalla BCE. Queste tariffe potrebbero avere un leggero impatto sull'attività economica a causa delle esportazioni più basse.
Il declino della produzione manifatturiera dell'UE sta volgendo al termine, il che è un segno positivo per l'economia. La BCE ha a disposizione un'ampia gamma di strumenti di politica monetaria per rispondere a tutte le circostanze. Le prospettive per cambi significativi nei tassi di interesse della BCE sono poco probabili dopo settembre.