Aumento delle tariffe da parte di Trump, impatto sulle esportazioni indiane, fallimento dei negoziati commerciali
In un importante sviluppo, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha introdotto una tassa del 50% sui beni indiani, interessando prodotti chiave come abbigliamento, pietre preziose e gioielli, calzature, articoli sportivi, mobili e chimici. Questa mossa segue cinque round di trattative fallimentari, con gli ufficiali americani che si rifiutano di limitare le tasse al 15%, una tariffa applicata ad altri importanti partner commerciali.
Il commercio bilaterale di beni tra gli Stati Uniti e l'India ha raggiunto i 129 miliardi di dollari nel 2024, con un deficit commerciale statunitense di 45,8 miliardi di dollari. La nuova tassa si aggiunge al 25% già esistente, potenzialmente interessando oltre la metà delle esportazioni indiane di beni materiali del valore di 87 miliardi di dollari verso gli Stati Uniti.
New Delhi sta esplorando misure per attenuare l'impatto. Il governo sta considerando la possibilità di reindirizzare le spedizioni verso mercati come il Regno Unito, l'Australia, gli Emirati Arabi Uniti e l'Europa, e di fornire supporto finanziario come crediti a basso costo e possibili moratorie sui prestiti. I gruppi di esportatori indiani stanno anche discutendo di mercati alternativi, tra cui i paesi del Sud-est asiatico come Thailandia, Indonesia e Vietnam, nonché mercati più ampi come l'Europa orientale e la regione ASEAN, per contrastare l'impatto delle tariffe statunitensi aumentate sull'economia indiana.
La reazione del mercato è stata decisa. Gli indici azionari indiani hanno subito la peggiore seduta degli ultimi tre mesi e il rupia è sceso al suo livello più basso delle ultime tre settimane. I gruppi di esportatori avvertono che queste tasse potrebbero mettere a rischio le piccole imprese e fino a 2 milioni di posti di lavoro in India.
Gli analisti suggeriscono che un rupia più debole potrebbe aiutare a ripristinare alcune competitività delle esportazioni, ma sono necessarie riforme economiche più ampie e una politica commerciale meno protezionista per contrastare l'impatto. Tariffe prolungate potrebbero minare l'attrattiva dell'India come alternativa al centro di produzione cinese, ma la sua base di esportazioni diversificata e la solida domanda interna offrono qualche cuscinetto.
Washington sostiene che le importazioni di petrolio russo dell'India aiutano a finanziare la guerra di Mosca in Ucraina, una rivendicazione che l'India respinge come ipocrita data la presenza di legami commerciali tra gli Stati Uniti e l'Europa con la Russia. Il governo indiano ha dichiarato che continuerà a perseguire una politica estera bilanciata e indipendente, concentrandosi sugli interessi nazionali e il benessere dei suoi cittadini.
Queste notizie arrivano in un momento cruciale per l'economia indiana, che sta lottando con gli effetti della pandemia di COVID-19 e il conseguente rallentamento economico globale. Il governo dovrà affrontare con cura questa situazione difficile per proteggere gli interessi dei suoi cittadini e delle imprese, mantenendo al tempo stesso buone relazioni con i suoi principali partner commerciali.
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