Aumento dei salari che porta ad un aumento delle spese di manodopera
Al centro del panorama politico spagnolo, la Ministra del Lavoro e Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Yolanda Díaz sta guidando una riforma del lavoro significativa: l'introduzione della settimana lavorativa di 37,5 ore. Questo passo, annunciato durante la risposta della Spagna al conflitto di Gaza nel settembre 2024, ha scatenato un turbine di discussioni e preoccupazioni.
Il cambiamento proposto, in attesa di un voto chiave nel Congresso dei Deputati per il prossimo mercoledì, non è privo di implicazioni finanziarie. Stime recenti indicano che la raccolta di tasse, la riduzione delle ore di lavoro e la 'quota di solidarietà' potrebbero costare più di 23.000 milioni.
L'aumento dei costi del lavoro è stato un trend costante per 16 trimestri consecutivi, con la maggior parte delle spese a carico delle imprese. L'aumento dei salari di quest'anno, che ha portato il salario minimo a 1.184 euro al mese, è inferiore a quello delle 'altre spese'. Queste includono i pagamenti obbligatori alla Sicurezza Sociale e le percezioni non salariali come gli assegni o le spese di trasporto, che sono aumentate del 6,2% nell'ultimo anno.
La 'quota di solidarietà', una nuova aggiunta all'equazione, graverà sui salari superiori a 59.000 euro e non genererà diritti pensionistici. I salari più alti che contribuiscono alla Sicurezza Sociale hanno sostenuto il peso degli extra pagamenti progettati dall'ex Ministro José Luis Escrivá.
I costi orari, inclusi i salari, i contributi, gli extra pagamenti, i ritardi e altre spese, sono aumentati del 5,4% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per mitigare il mancato rispetto del registro delle ore lavorative giornaliere, potrebbero essere inflitte multe fino a 10.000 euro per lavoratore.
Per garantire la trasparenza, la funzionalità per accedere a questa informazione è disponibile solo per gli utenti registrati o gli abbonati. Tuttavia, l'importo destinato al pagamento dei salari è aumentato del 5,1% nello stesso periodo, trainato dall'aumento del salario minimo.
Se la riduzione delle ore viene respinta, Díaz approverà con decreto il rafforzamento del registro delle ore lavorative giornaliere, che sarà monitorato in tempo reale dall'Ispettorato del Lavoro con accesso remoto. Il tetto sulle basi, in vigore dal 2025 e che resterà fino al 2050, accumulando aumenti del 38%, gioca un ruolo in queste spese. Si aggiunge un ulteriore 1,2% alla percentuale di aumento a causa del tetto sulle basi e un altro 0,8% a causa del Meccanismo di Equità Intergenerazionale (MEI), che si applica a tutte le buste paga.
La pressione sulle tasche delle imprese e dei lavoratori negli ultimi anni è senza precedenti, con il 2025 che ha battuto tutti i record. Man mano che il dibattito si sviluppa, rimane da vedere come queste implicazioni finanziarie influenzeranno l'economia spagnola e la sua forza lavoro.
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