Articolo 41, paragrafo 1, lettera a), punto i), del CRR
La Direttiva Solvency II, introdotta dall'Unione Europea nel 2009, mira ad armonizzare le leggi e le regolamentazioni del settore assicurativo tra i 28 membri dell'UE. Questo quadro normativo completo cerca di aumentare la trasparenza e la regolamentazione nel settore assicurativo, con l'obiettivo di garantire che le compagnie assicurative e riassicurative possano rispettare i loro obblighi con una certezza del 99,5%, il che significa che il fallimento finanziario è inferiore ad un caso su 200.
Al centro della Solvency II c'è il Requirement di Capitale di Solvency (SCR), un obbligo finanziario per le compagnie assicurative e riassicurative nell'UE. Il SCR è progettato per garantire che queste compagnie detengano fondi sufficienti per coprire i rischi. Fa parte della ricaricazione annuale per la gestione dei rischi all'interno della Direttiva Solvency II.
Il SCR utilizza un approccio modulare, valutando e combinando l'esposizione a ciascuna categoria di rischio. Se le autorità trovano che il requisito del SCR non riflette il rischio di un determinato tipo di assicurazione, possono aumentare il requisito di capitale.
Al contrario, il Requisito Minimo di Capitale (MCR) è una soglia di sicurezza all'interno della Direttiva Solvency II. È una cifra sotto la quale i regolatori nazionali interverrebbero, con una probabilità di adeguatezza dell'85% in un anno. Se il patrimonio di capitale di una società scende sotto il SCR, si applica un processo di intervento a livelli, con l'intervento che diventa progressivamente più intenso man mano che il patrimonio di capitale si avvicina al MCR.
Le azioni regolamentari sono previste se il MCR viene superato, e i regolatori regionali hanno diverse opzioni per affrontare i superamenti, comprese la revoca completa dell'autorizzazione per la vendita di nuove polizze e la chiusura forzata della società.
Comprendere sia il SCR che il MCR è essenziale per le società per evitare possibili interventi regolamentari e stabilizzare le loro operazioni in un mercato competitivo. Gli assicuratori sono tenuti a gestire e divulgare i rischi con precisione per promuovere affidabilità e fiducia nel settore.
La Direttiva Solvency II consiste anche di tre pilastri: il Pillar I per i requisiti quantitativi, il Pillar II per la governance, la supervisione efficace e la gestione dei rischi, e il Pillar III per i requisiti di divulgazione e trasparenza.
La nuova legge, Solvency II, impone sfide di conformità complesse a molte società finanziarie europee, secondo RIMES. Nel 2011, il 75% delle società ha riferito di non poter rispettare i requisiti di reporting del Pillar III sotto la Solvency II.
La Direttiva Solvency I, un quadro normativo iniziale nell'Unione Europea, è emersa per fornire standard minimi di capitale a base di rischio prima che venissero introdotte le regole più complete e sensibili al rischio della Solvency II intorno al 2009-2016 per migliorare la stabilità del settore assicurativo e la protezione del consumatore all'interno dell'UE.
In sintesi, la Direttiva Solvency II e i suoi componenti, il SCR e il MCR, svolgono un ruolo cruciale nell
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