Arricchire i mari per raffreddare il pianeta?
In uno studio innovativo pubblicato su Nature's Scientific Reports, i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno evidenziato i potenziali pericoli della fertilizzazione oceanica, un metodo di geoingegneria sempre più discusso come mezzo per contrastare il riscaldamento globale.
Lo studio, incentrato sulla comprensione dei potenziali rischi di questo approccio, ha scoperto che le emissioni aumentate di Dimethyl Sulfide (DMS) potrebbero avere conseguenze impreviste sui modelli di precipitazioni. Il DMS, un composto rilasciato da molte specie di fitoplancton, forma aerosol di solfato che possono riflettere la luce solare o aumentare la copertura nuvolosa e la riflettività, con un effetto di raffreddamento. Tuttavia, questo studio indica che tali emissioni aumentate potrebbero indurre cambiamenti nei modelli di precipitazioni, potenzialmente con effetti negativi sulle risorse idriche e sui mezzi di sostentamento in alcune regioni.
La fertilizzazione oceanica comporta la dispersione di solfito di ferro e altri nutrienti che stimolano la crescita del fitoplancton. Il fitoplancton, microalghe alla base della maggior parte delle reti alimentari oceaniche, fotosintetizza e assorbe anidride carbonica dall'atmosfera, convertendola in carboidrati e ossigeno. I risultati dello studio suggeriscono che un'operazione di fertilizzazione oceanica su larga scala potrebbe aumentare significativamente le emissioni di DMS, la principale fonte di aerosol di solfato su gran parte della superficie terrestre.
Lo studio mette in guardia dal potenziale pericolo della fertilizzazione oceanica che potrebbe avere effetti negativi sulle precipitazioni, in particolare nelle aree costiere e subtropicali sensibili, come alcune parti dell'Oceano Pacifico vicino alla California, le coste occidentali del Sud America e dell'Africa. Le regioni con emissioni aumentate di DMS a causa del schiarimento delle nuvole marine potrebbero avere effetti negativi sulla precipitazione e sulle risorse idriche.
Chien Wang, coautore dello studio e ricercatore senior al MIT's Center for Global Change Science e al Department of Earth, Atmospheric, and Planetary Sciences, ha sottolineato l'importanza di comprendere i potenziali pericoli della fertilizzazione oceanica. Lo studio evidenzia la necessità di una seria considerazione prima di implementare tali metodi di geoingegneria.
Lo studio è il primo approfondito sulla fertilizzazione oceanica che evidenzia il potenziale pericolo di effetti negativi sulle precipitazioni. Esso affronta le potenziali conseguenze impreviste della geoingegneria, concentrandosi specificamente sulla fertilizzazione oceanica. I risultati indicano che, mentre la fertilizzazione oceanica potrebbe potenzialmente contrastare il riscaldamento indotto dai gas serra in gran parte del mondo, potrebbe anche portare a cambiamenti nei modelli di precipitazioni che potrebbero avere effetti significativi sulle regioni vulnerabili.
In conclusione, lo studio serve come promemoria del fatto che, mentre i metodi di geoingegneria come la fertilizzazione oceanica possono offrire soluzioni promettenti per contrastare il cambiamento climatico, devono essere affrontati con cautela e una comprensione approfondita dei loro potenziali effetti sul sistema climatico globale, compresi i modelli di precipitazioni.
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