Salta al contenuto

Alterazioni delle abitudini delle megattere: gli esperti avvertono di possibili conseguenze disastrose

Imprevisti mutamenti nel comportamento dei capodoglio hanno inquietato gli scienziati, e potrebbero indicare cambiamenti più ampi nelle condizioni oceaniche.

Preoccupazione per il comportamento anomalo delle balene dalla gobba: 'Implicazioni potenzialmente...
Preoccupazione per il comportamento anomalo delle balene dalla gobba: 'Implicazioni potenzialmente gravi'

Alterazioni delle abitudini delle megattere: gli esperti avvertono di possibili conseguenze disastrose

In uno studio innovativo, i ricercatori hanno scoperto gli effetti a lungo termine del cambiamento climatico sull'equilibrio delicato dell'ecosistema dell'Oceano Australe, in particolare sul successo riproduttivo e sulla salute generale delle balene.

I dati dei satellite e gli studi di osservazione a lungo termine hanno mostrato una tendenza al calo dell'estensione e della durata del ghiaccio marino nelle acque antartiche. Questa tendenza, causata dal cambiamento climatico, ha portato a un significativo cambiamento nei tempi di migrazione delle balene, non osservato fino al 2021.

La dottoressa Kristin Laidre, la ricercatrice che ha stabilito il collegamento tra la riduzione del ghiaccio e i tempi di migrazione delle balene, ha identificato le condizioni del ghiaccio marino e i fattori ambientali correlati, come la temperatura e la disponibilità di cibo, come i probabili trigger per i tempi di migrazione delle balene.

Lo studio, che ha esaminato un periodo di 21 anni, ha tracciato sia le popolazioni di balene che i loro schemi migratori. Ha rivelato che i tempi di migrazione delle balene fluttuano naturalmente di circa due settimane, ma le tendenze recenti superano le variazioni normali. Questo spostamento funge da indicatore visibile delle più ampie oscillazioni climatiche, agendo da sentinelle per la salute degli oceani.

La riduzione del ghiaccio marino, della produzione di alghe e dell'abbondanza di krill sono interconnessi nell'ecosistema marino antartico. Le stagioni del ghiaccio più brevi creano un effetto a catena, potenzialmente costringendo le balene ad adattare la loro migrazione alle risorse alimentari disponibili. La dottoressa Dunlop, un'altra ricercatrice coinvolta nello studio, ha dichiarato che meno ghiaccio marino significa meno alghe, cibo cruciale per i krill, potenzialmente costringendo le balene a tornare ai terreni di alimentazione prima.

La perdita del ghiaccio marino disturba anche l'habitat di organismi marini più piccoli come le alghe e i krill, fonti di cibo vitali per le balene. Lo studio presenta prove dettagliate su come il cambiamento climatico sta influenzando questi ecosistemi delicati.

Despite these challenges, the whale population steadily increased over this time, indicating a resilient recovery from earlier human-induced pressures. However, continued warming and ice loss could further disrupt the patterns of whale migrations and food availability in the Antarctic.

The researchers warn that continued disruption of these patterns could potentially affect other species dependent on krill and ice-based habitats in the Antarctic. Continuous monitoring and modeling are essential to understand the potential long-term effects on both whale populations and the stability of the Southern Ocean ecosystem.

In conclusion, the study highlights the urgent need to address climate change and its impact on the Antarctic marine ecosystem. The resilience of the whale population offers hope, but continued efforts are necessary to ensure the health and stability of the Southern Ocean ecosystem for future generations.

Leggi anche:

Più recente